Quindi com'è? Abbiamo davvero un’attenzione da pesce rosso?
In realtà questa famosa statistica degli “8 secondi” pare arrivi da un vecchio report Microsoft (2015), non da uno studio scientifico vero e proprio.
Ma è diventata una specie di mantra per marketer, formatori e comunicatori.
E forse un fondo di verità c'è…
Basta osservarsi mentre si scrolla un social: passiamo da un contenuto all’altro in pochi istanti.
Non è che non siamo capaci di concentrarci, è che il digitale ci eccita, ci stimola e ci bombarda.
Più il cervello è sovra stimolato, più cerca novità, movimento, velocità e meno resiste all’approfondimento.
E qui sorge un dubbio interessante: Se questa soglia di attenzione "ipercinetica" riguarda anche chi sta ascoltando una presentazione online o una trattativa commerciale via Zoom, quanta efficacia perdiamo nel passaggio dalla visita dal vivo alla comunicazione digitale?
Se un contenuto, una voce, una presentazione non bucano lo schermo, magari non è colpa dell’offerta ma del modo in cui viene percepita in quell’ambiente.
Non ho risposte assolute. Ma una certezza ce l’ho: L’attenzione non si è ridotta. Si è solo spostata.
E se vogliamo conquistarla, dobbiamo meritarcela, un secondo alla volta.
Magari sfruttando maggiormente la PsicoBiologia della Voce.
Siamo a tua disposizione