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7 risposte allo studio di Public Speaking

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26 Gennaio 2024

7 risposte allo studio di Public Speaking

Autore: Andrea Bordin

Voglio condividere con te un cambio di prospettiva importante.

Era già da qualche anno che desideravo di mettere insieme le esperienze che in trent’anni ho raccolto nel campo del Public Speaking.

Era un desiderio latente che ogni tanto affiorava e che non avevo ancora preso in considerazione con la convinzione che in realtà meritava. Forse ritenevo che non ci fosse tanto altro da aggiungere rispetto a quanto già si trova in giro.

Ho scoperto invece che mi sbagliavo di grosso.

 

1. UN’ABILITÀ NECESSARIA?

Oggi sono convinto che lo sviluppo della tecnologia e la modificazione delle esigenze comunicative di aziende e professionisti, abbiano liberato molte più occasioni di parlare in  pubblico e questo indipendentemente dalla numerosità del pubblico stesso.

Questo è un fatto evidente, sotto gli occhi di tutti. Un fatto accaduto in poco tempo che ha cambiato la prospettiva e quindi la mia decisione.

 

2 . COME ACQUISIRE L'ABILITÀ E DA CHI?

Dopo un’indagine di mercato approfondita, ho capito che si era creata la condizione di fare la mia parte in questo settore, quello dello sviluppo delle soft skills legate ad un’arte antichissima come il parlare al pubblico.

 

Tre gli aspetti che mi hanno portato a questa convinzione:

  • In un campo che si sta espandendo, offrendo sempre più spazi  come questo, serve acquisire competenze e caratteristiche personali di eccellenza per distinguersi dalla massa.
  • Per guadagnare questo bagaglio, serve:
    • tempo per approfondire
    • tempo per elaborare e assimilare.
    • tempo per consolidare.

Si tratta migliorare la personalità, e questo non può realizzarsi da un giorno all’altro.

  • Per ottenere questo livello di abilità, sul mercato sono disponibili per lo più solo strumenti “fast” (da 4 ore a 2 giorni di corso).  Poco o niente che dedichi invece il tempo necessario per eccellere, come ad esempio un master molto strutturato dedicato esclusivamente all’arte di parlare al pubblico.


3 . FAST O SLOW?

Oggi, in termini di resa, qualità ed efficacia dell’esperienza, frequentare uno dei corsi disponibili sul mercato piuttosto che un master strutturato, fa la stessa differenza che passa tra cenare in un fast food, piuttosto che in un ristorante che prepara i cibi al momento, e te li serve dandoti il tempo di assaporare lentamente ogni pietanza.

Possono essere entrambi di buona qualità ma il primo soddisfa solo la fame e la fretta, con le conseguenze del caso.
Il secondo soddisfa la fame, il palato, i sensi, il piacere, la convivialità, la spiritualità, il benessere e la salute.

In corsi sul public speaking di tipo “veloce”, c’è in effetti anche il rischio, a mio avviso piuttosto alto, di acquisire modalità espressive non naturali e soprattutto distanti dalla propria personalità.

 

4. TECNICHE STANDARD O PERSONALIZZATE?

Avendo poco tempo a disposizione, inevitabilmente il programma di questi corsi per così dire “veloci”, propone solo una sequenza di tecniche spesso fredde, uguali per tutti e che non contemplano la personalità di chi le riceve.

Risultato, finito il corso, il discente nel tentativo di applicare le tecniche standard che ha imparato, non essendo queste adattabili alla sua personalità, quando parla non riesce ad essere piacevolmente spontaneo, diventa rigido fisicamente e nei comportamenti e il suo eloquio stenta ad essere fluido.
La tensione e il disagio chiudono la mente e le amnesie completano il quadro.

In somma, la persona perde di credibilità nei confronti del pubblico e quel che è peggio, anche verso se stessa.   

 

5. VOCE BELLA O PSICOBIOLOGIA DELLA VOCE?

Un altro degli aspetti importanti dei corsi di public speaking progettati per essere “veloci”, è la mancanza di approfondimento sul tema della Voce.

È persino scontato considerare questo elemento fondamentale per un oratore, eppure quando viene trattato, all’argomento “Voce” viene concesso uno spazio irrisorio. Sempre, viene proposto considerando la Voce solo dal punto di vista estetico, cioè se la Voce è bella oppure no.

Quello della Voce, è un tema tanto importante quanto vasto e complesso.

Ora, io posso anche capire che non tutti siano così ferrati su questo argomento, ma vorrei farti notare che senza di essa, difficilmente riusciresti a trasmettere il tuo messaggio.

In effetti non si tratta di considerare la Voce per quanto è bella ma per quanto riesci ad usarla in modo utile. Ti sto dicendo che la Voce ha un impatto enorme a più livelli su te mentre parli e su chi ti ascolta.

Agisce a livello psicologico, neurologico, biologico, cognitivo e comportamentale, quindi alla fine,  in modo importante sui tuoi risultati.

Sto parlando di PsicoBiologia della Voce e per diventarne padroni indovina cosa serve? Tempo!

Ora capisci perchè ho deciso di fare la mia parte in questo campo, mettendo a disposizione tutto ciò che conosco e le mie esperienze di una vita?

 

6. PIÙ TEORIA O PIÙ PRATICA?

A tutto ciò che ti ho confessato qui, si aggiunge la mia convinzione che il tempo dedicato ad imparare a parlare al pubblico, dovrebbe essere trascorso con queste proporzioni:

20% teoria

80% pratica (il più possibile assistita da un professionista)


Per la teoria ti basta studiare del materiale, frequentare un corso, leggere un libro, guardare un video, a condizione che tutto ciò sia di buona qualità e prodotto da un professionista di provata esperienza ed eccellenti risultati dimostrabili.

 

Per la pratica le cose si fanno più complesse, perché hai bisogno di 2 cose che non sono così scontate:

  1. Ti servono occasioni per parlare a un pubblico (se non ce l’hai, ti sconsiglio di allenarti facendolo davanti a un muro come suggeriscono alcuni)
  2. È necessario avere un feedback costruttivo da parte di qualcuno che ti ascolta. Meglio se è esperto.

 

Con questo ultimo punto la faccenda si complica.

 

Ora che ho condiviso con te le mie considerazioni sull’essere eccellenti nel parlare al pubblico, sono abbastanza sicuro che tu abbia già tratto le tue conclusioni, anche rispetto a quest’ultimo fatto:
avere modo di allenarsi e ricevere feedback oltre che da un pubblico vero, anche da dei coach professionisti, non è essenziale!

 

All’interno dei nostri percorsi, sono attive da tempo più sessioni di allenamento settimanale, durante le quali diamo la possibilità alle persone di esibirsi di fronte ad un pubblico vero.

Quanto dura questa opportunità?

Per sempre!

Quanto costa?

Almeno il 50% delle sessioni a tua disposizione sono gratis!

Perchè gratis?

Perchè se tu ti fidi di me, io devo portarti in fondo.

 

Si certo, tu potresti avere occasione di allenarti e mettere in pratica ciò che impari, perchè le occasioni non ti mancano.
Questo è indubbiamente un grande vantaggio. Tuttavia sai almeno quanto me, che nessun campione si allena da solo senza un coach.

Senza un feedback esperto, potresti far diventare l’errore un’abitudine.

Ad esempio: potresti convincerti di utilizzare con la voce adeguata parole capaci di generare fiducia, mentre in realtà stai recitando qualcosa di simile ad un “l’eterno riposo”.

Oppure potresti convincerti di essere perfettamente credibile grazie alla coerenza che credi di usare tra parole, voce, corpo ed emozioni, mentre in realtà nemmeno tua madre crederebbe a quello che stai dicendo.

 

Ti rivelo un piccolo dato spesso ignorato: almeno il 70% delle persone che parlano in pubblico, continua a perpetrare sempre lo stesso errore.
L’errore più grande è ovviamente non accorgersene.
Il peccato più grande è di non ascoltare chi ti dice che qualcosa non va.

 

Vabbè, l’ho tenuta un po’ lunga e forse posso esserti sembrato un po’ presuntuoso. La realtà è che parlare al pubblico è una delle poche cose che so fare discretamente.

È anche per questo che sono convinto (altro peccato di presunzione che spero tu mi perdonerai) che ciò che ho scritto qui, possa aiutarti a riflettere sulla strada da scegliere, se mai decidessi un giorno di diventare eccellente per conquistare il tuo pubblico, sia esso fatto da 1, nessuna o 100.000 persone.

 

7. ALTERNATIVE NE ABBIAMO?

Ultima cosa per sdebitarmi nel caso ti sia sembrato presuntuoso.

 

Come forse ti ho già detto, di recente ho messo insieme 52 segreti che ho raccolto in trent’anni.

Ho chiamato questa raccolta “i 52 segreti dei Re del Public Speaking" e ne ho fatto un mail-corso.

COME FUNZIONA?

Per chi vorrà, ho intenzione di dosare (tramite mail) ognuno di questi segreti settimanalmente, fino a loro esaurimento 

Ogni segreto agirà su chi lo riceve come una goccia costante, e una dopo l’altra scaveranno la roccia in un anno. ”

Dopo ogni goccia, cioè ogni segreto, avrai 7 giorni di tempo prima di ricevere il successivo. In questo lasso di tempo, avrai modo di riflettere, interiorizzare, assimilare, consolidare gli effetti che quel segreto può avere su di te, sul tuo carisma, sulla tua personalità e perfino sulla tua vita.

 

“I 52 segreti dei re del Public Speaking” non è un modo alternativo a tutto ciò che ti ho scritto qui.

Può essere diverse cose secondo il tuo modo di interpretarlo:

  • può essere uno strumento diverso, magari più adatto ai tuoi obiettivi o ai tuoi tempi di adesso.
  • può essere un modo per avvicinarsi: al public speaking o a me, o ad entrambe le cose.
  • può essere un di più rispetto ad altre tue esperienze sullo stesso tema.
  • Può essere un compendio rispetto a ciò che forse potremo fare insieme.

Decidi tu cosa potrebbe essere per te.
 

Da parte mia una sola certezza:

“I 52 segreti dei Re del Public Speaking” è slow, è lento, e per questo è biologico, cioè logico per la vita.

 

“i 52 segreti dei re del Public Speaking” non è ancora disponibile ma lo sarà a breve.

 

Se vuoi approfondirne la conoscenza, ti consiglio di iscriverti, senza nessun impegno da parte tua, alla lista d’attesa che abbiamo creato.

 

Verrai accompagnato alla pagina di iscrizione alla lista, cliccando
qui ==>> LISTA D’ATTESA ai 52 segreti dei re del Public Speaking"

 

Si lo ammetto, sono convinto che questo corso singolare dal titolo promettente, sarà un grande successo.

E questo non è un peccato di presunzione. È la speranza di ogni padre verso i propri “figli”.

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