Autore: Matteo Malvolti
È da qualche settimana che volevo scrivere questo articolo ed eccomi qui…
Ti sto infatti per raccontare un episodio della mia vita che ha avuto luogo il 27 dicembre alle ore 15:30 circa..
Quello che sto per dire potrebbe sembrare contro intuitivo, ma se almeno una volta hai avuto la possibilità di vivere sulla tua pelle il metodo NeuroVoiceColors®, allora sai di cosa sto parlando.
Ormai sono passati 5 anni da quando ho iniziato a studiarlo e posso garantirti una cosa: il metodo NeuroVoiceColors® non mi ha mai tradito, nemmeno in questa esperienza che ti sto per raccontare.
Uno dei giorni dell’anno che preferisco è Natale.
Per me quel giorno ha un solo significato: è un momento in cui mi ritrovo a pranzare con la mia famiglia e alcuni dei miei parenti.
È ormai abitudine da qualche anno, attendere la fine del pranzo per cantare insieme vecchie canzoni a suon di chitarra.
Purtroppo quest’anno è andata diversamente, nessuno di noi si aspettava che una volta finito di mangiare, mia nonna di 96 anni, decidesse che fosse arrivato il momento di voltare pagina.
Le sue condizioni erano ormai precarie da diverso tempo e alla fine, in fondo, ci aspettavamo questa sua partenza ma non certo il giorno di Natale.
Da lì a qualche giorno si sarebbe dunque svolto il funerale e il mio primo pensiero è stato quello di pensare a scrivere qualcosa.
Volevo scrivere qualcosa da dire durante la funzione, che potesse ricordare la mia cara nonna.
Ancora non sapevo cosa sarebbe successo e in quel momento non ho avuto il coraggio di scrivere nulla, convinto del fatto che se fosse capitato di dover dire qualcosa, senza problemi sarei riuscito ad improvvisare un discorso. In fin dei conti faccio i corsi proprio su questo.
Quello che non sapevo è che mia sorella e mia cugina invece, avevano scritto qualche pensiero da leggere e 10 minuti prima dell’inizio della funzione fumebre, mi chiesero di leggerle al posto loro.
Quindi, con il tipico foglietto del messaggio d’addio, mi trovai di fronte a un pubblico enorme a leggere un ultimo pensiero per mia nonna a nome mio, di mia cugina e mia sorella.
Lessi i foglietti e improvvisai discorsi che non mi ero scritto, dicendo tutto quello che mi passava per la testa.
Ho usato molto bene il concetto di cui Andrea Bordin, ideatore dei metodi NeuroVoiceColors® e Speech in flow® spiega sempre in modo eccellente al suo corso "il Flow", sull'arte del parlare al pubblico:
"controlla tutto senza controllare nulla e butta fuori tutto quello che hai".
Oltre a questo, mi ero ripromesso che avrei fatto una cosa che tutti si dimenticano di fare, o meglio in quel genere di occasioni, si pensa che non sia appropriato fare: sorridere.
Così, sono salito al leggio con la precisa intenzione di sorridere. In fondo ero li per ricordare la nonna per le cose più belle e allora perchè non sorridere ripensando a ciò che di più bello ci ha regalato con la sua presenza.
Avrei detto cose belle e tristi al tempo stesso, ma ti garantisco che quelle stesse cose dette con il sorriso hanno avuto un peso diverso e certamente sono state percepite in modo molto più utile allo scopo.
Mi trovavo li per raccontare cose belle e per lasciare un bel ricordo di mia nonna a tutti gli astanti e così è successo”
Su di me ha funzionato perché io mi ricorderò per sempre di quel momento, e posso dirti che anche le persone che mi hanno ascoltato se lo ricorderanno, visto i feedback che ho ricevuto subito dopo.
Se mai ti dovesse capitare di dover leggere qualcosa a un funerale, lasciati andare ed esprimi quello che pensi con un sorriso.
Il sorriso infatti, non a caso, è presente in tutte e quattro le voci colorate del metodo NeuroVoiceColors®, che rappresentano emozioni alte, piacevoli e sorridenti, appunto.
Ricordati che quando non sorridi stai parlando in GRIGIO o in NERO.
E allora come si fa a leggere a un funerale??
Proprio per il fatto che il metodo non ti tradirà mai, il mio suggerimento è quello di lasciarti andare ed essere il più spontaneo possibile.
Il miglior colore della voce che si addice per questi momenti è sicuramente il VERDE cioè composto da volume medio basso, tono basso, tempo lento, pause esitanti e sorriso dolce.
Per ultimo ricordati di fare quello che la maggior parte delle persone non farebbe mai quando legge a un funerale: SORRIDI.
Fallo per te, fallo per far emergere qualcosa di bello in un momento di tristezza.
Fallo perché, come diceva Ezio Bosso “i sorrisi avvicinano più dei passi e aprono più porte delle chiavi”
Siamo a tua disposizione