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La Perfezione

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17 Ottobre 2021

La Perfezione

Il punto è questo: quanto è importante per te la perfezione in ciò che fai e come sei?
E quanto è importante verso le persone che vivono attorno a te? i tuoi figli, il tuo partner e i tuoi cari?

Io per anni ho cercato di essere perfetto e non mi sentivo a mio agio quando non mi percepivo perfetto.
Poi ho capito che questo approccio non mi faceva stare bene e mi sentivo costantemente inadeguato.
Varie potevano essere le cause apparenti: una volta era ciò che indossavo, un'altra volta come mi comportavo, un'altra ancora quello che dicevo.
Addirittura allargavo questa necessità anche ad alcune persone a me vicine o con le quali avevo interazioni frequenti: dovevano essere perfette!

Un giorno lessi questa breve storia e capii che era meglio imparare ad accettarsi e cercare l'eccellenza piuttosto che la perfezione.

Ho cominciato a capire che accogliere i propri difetti e le proprie imperfezioni, per cercare con serenità la via per migliorare ogni giorno, accettando il cambiamento anche quando è doloroso, è una scelta importante, proprio perché quel cambiamento può portarci a qualcosa di buono. 

Ecco la storia che spero ti aiuti a riflettere su aspetti interessanti della tua esistenza.
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Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso... all’estremità di un palo, che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.

Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua.


Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati.
Il povero vaso crepato invece, si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato creato.


Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino:

"Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l’acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa".


La vecchia sorrise:

" Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso?
È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.


Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa".
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Ognuno di noi ha un proprio specifico difetto.
Non credi però che 'la crepa' oppure il difetto che abbiamo, che si accompagna giocoforza alla nostra parte bella, quella più luminosa, contribuiscano a far sì che la nostra esistenza sia interessante, vivace e gratificante?


E' certamente opportuno allontanarsi dalle relazioni tossiche ma al tempo stesso credo che prendere da ciascuno il meglio che ha, accettando anche i suoi difetti, sia un buon modo di pensare. 
Vedere ciò che c’è di buono in lui e mettere in secondo piano ciò che ci piace meno.

Dobbiamo cambiare i nostri paradigmi e convincerci che c'è del buono in ognuno di noi, pur con qualche difetto.


E poi
 ma chi la vuole la perfezione? Diventa noiosa e ci renderebbe tutti uguali e scontati e finiremmo per non sopportarla.

Trasformiamo il più possibile quelli che chiamiamo difetti in punti di forza e cerchiamo di vivere con più leggerezza anche le cose che ci piacciono meno in noi e negli altri.

A volte la perfezione ci fa perdere ciò che rende speciale la nostra vita: lo sbocciare dei fiori lungo il cammino.

A volta una lettura può essere lo spunto di riflessione che serve per cambiare la prospettiva da cui osserviamo il nostro mondo.

 
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