"In questi due giorni del corso IL SUONO abbiamo fatto cose meravigliose.
Io pensavo di venire qui per imparare solo una tecnica che mi permettesse di usare la Voce per esprimermi meglio.
Ho scoperto invece che c’è molto di più. Quello che mi ha piacevolmente sorpreso è stato scoprire che ogni colore di voce che ho imparato ad usare, stimola delle emozioni diverse sia in me che in chi mi ascolta.
Questa esperienza di spontanea emotività abbinata ai diversi colori di voce è stata per me significativa e molto importante.“
Questa che hai appena letto è la testimonianza di Gabriella Bigi, sul corso IL SUONO – Psicologia della Voce.
La maggior parte delle persone che frequenta il nostro primo corso, quello al quale si riferisce Gabriella, pensa che la finalità sia unicamente quella di imparare nuove tecniche per migliorare la propria comunicazione.
Ci siamo convinti che la conoscenza di una tecnica, nel 100% dei casi rappresenti sempre la soluzione ai nostri problemi.
Siamo quindi costantemente alla ricerca di misteriose e segrete tecniche che ci permettano di fare la differenza e non aspettiamo altro che ci vengano svelate.
Siamo costantemente alla ricerca dell’ultimo corso "figo" che promette tecniche strabilianti non ancora svelate al mondo intero.
La verità è che le tecniche quasi mai bastano da sole, soprattutto nel Public Speaking e in tutti i campi che prevedano interazione tra individui.
Convincersi del contrario è pura illusione.
L’illusione che probabilmente è riuscito a venderti un abile comunicatore che sa molto bene che le tecniche non bastano.
Certo, le tecniche sono importanti, a volte essenziali.
Tuttavia, da sole non potranno mai essere sufficienti a stabilire un rapporto empatico e di valore come quello che devi generare per conquistare il tuo pubblico quando parli.
Sarebbe come io ti dicessi: “conosco la migliore tecnica al mondo per farti una torta sublime, che non hai mai assaggiato prima d’ora.”
Probabilmente tu mi risponderesti:
“Ehi, la tecnica sarà anche la migliore del mondo ma se non conosci esattamente degli ingredienti speciali o quelli che usi non sono eccellenti, che cavolo di torta è?”.
Bene, non entrare nella mia “bottega di pasticceria” se pensi di trovarci solo tecniche miracolose che ti aiutino ad usare la tua Voce per migliorare l’efficacia della tua comunicazione.
Ho sentito dire un giorno da Richard Bandler, co-ideatore della Programmazione Neuro Linguistica, che "Non Sono le Tecniche a Cambiare le Persone ma Sono le Persone a Cambiare le Persone".
Conoscere le tecniche non basterà a farti diventare una persona migliore e quindi più abile ed efficace nella tua comunicazione.
Conoscere e fare proprie le migliori tecniche comunicative e di persuasione, è sicuramente utile.
Tuttavia, non sarà questa conoscenza a cambiarti e a farti evolvere nelle capacità relazionali in generale e nell’arte del parlare in pubblico in particolare.
Ti servirà conoscere tecniche semplici e raffinate e per imparare ad applicarle con assoluta efficacia ti servirà studiare e comprendere la Psicologia della Voce.
Ciò che ti farà diventare una persona migliore, capace di creare ottime relazioni con gli altri, a prescindere dai contesti, sarà sempre e solo il lavoro di introspezione: un lavoro costante alla ricerca del massimo livello di consapevolezza dei tuoi limiti e di cosa potresti raggiungere superandoli.
Imparare le tecniche sulla voce equivale a migliorare l'estetica. Imparare a conoscere la Psicologia della Voce equivale a migliorare la personalità.
Nel primo caso è come se ti soffermassi sul pensiero comune che hanno le persone quando dicono: "Non mi piace il suono della mia voce quando la riascolto"
Purtroppo questo è un pensiero limitante.
Risolvere questo aspetto è importante anche se migliora il tuo potenziale comunicativo solo del 20%.
Ti focalizzi solamente solo sulla voce "che si sente".
Compiere invece un viaggio di consapevolezza attraverso la Psicologia della Voce ti permette di esplorare un mondo che non pensavi nemmeno esistesse dove puoi prenderti il restante 80% del tuo potenziale.
È il mondo della voce "che non si sente" fatto di frequenze, vibrazioni, respirazione e chimica che avvolgono il tuo corpo mentre parli.
Quando nella sua testimonianza Gabriella dice: “Ho scoperto invece che c’è molto di più” intendeva proprio questo.
Soprattutto nel Public Speaking, ogni volta in cui ci si affida troppo alle sole tecniche, magari anche impartite in modo generico e frettoloso e privo di sperimentazione, il rischio più grande che corri è di perdere l’ultimo briciolo di spontaneità e piacevolezza che ancora conservi.
Il master di Speech in Flow è stato pensato proprio su questa logica: dura 6 mesi perché ti serve tempo e pratica per assimilare.
Mi rendo anche conto che non tutti sono predisposti a questo tipo di logica.
Infatti se vai alla ricerca di altri corsi per parlare al pubblico scoprirai che durano molto meno del nostro percorso.
Si va da poche ore online a massimo 2 giorni in aula.
Perché durano così poco?
Perché come dicevo prima tu sei alla ricerca dell'ultima tecnica mirabolante che faccia la differenza e la faccia in fretta.
E giù via a metter nuove tecniche all'interno di questo minestrone..
Poi casualmente, torni a casa con un arsenale di modi per parlare al pubblico, sali sul palco e hai ancora le stesse insicurezze di prima.
Quindi smettila di andare a ricercare le ultime tecniche fantasmagoriche e inizia il percorso che pensi possa fare definitivamente la differenza per te.
Se poi ti va, già che sei arrivato a leggere fino a qui, dai un'occhiata anche al nostro: MASTER SPEECH IN FLOW
Siamo a tua disposizione