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Sai cosa sono le "carezze"?

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25 Agosto 2022

Sai cosa sono le "carezze"?

Autore: Andrea Bordin e Elisabetta Maso

Le carezze, da quelle del mare calmo alla battigia, a quelle che possiamo dare noi con il tatto e con la voce ad ogni persona che incontriamo.
 
Tanti di noi hanno da poco lasciato il mare nel quale hanno trascorso le loro vacanze. Altri lo stanno raggiungendo. Tutti conosciamo l'effetto del rumore del mare calmo che accarezza la battigia.
Le leggere onde dolcemente modificano l'una dopo l'altra, la riva sulla quale si appoggiano e contemporaneamente, noi che siamo lì ad ammirare, ci lasciamo andare a quel suono così lieve come una carezza. Una coccola della natura.

Le carezze soddisfano dei bisogni, tutte le carezze e non solo quelle della natura.

Ad esempio, tutti noi abbiamo bisogno di riconoscimenti e secondo l'Analisi Transazionale di Eric Berne, qualsiasi atto che soddisfa questo naturale e innato bisogno viene definita "carezza".

Le carezze soddisfano dei bisogni e il più arcaico è il bisogno di stimoli, sia di tipo fisico che mentale.

Secondo alcune ricerche sullo sviluppo infantile condotte su dei neonati cresciuti in orfanotrofio, è emerso che per i bambini le stimolazioni fisiche e affettive, come le carezze per l’appunto, erano fondamentali tanto quanto la soddisfazione dei bisogni primari (mangiare, dormire, pulirsi).

Negli adulti, tale bisogno è ancora vivo; tuttavia, crescendo si imparano dei modi per sostituirlo anche con altre forme di riconoscimento, quali ad esempio, un sorriso, un complimento e persino un insulto, perché anch’esso segnala all’individuo di essere stato "visto" e riconosciuto, seppur in modo non piacevole.

Potremmo considerare le "carezze" anche in ambito professionale, con colleghi ma anche con i clienti e in generale con tutti coloro che incontriamo mentre trascorriamo la nostra giornata lavorativa.
Innumerevoli studi hanno rivelato che le buone relazioni sociali negli ambienti lavorativi, costituiscono la migliore garanzia di un antidoto contro la depressione e sono la giusta ricetta per ottenere performance elevate in qualsiasi campo.

Le carezze, dunque, garantiscono all’individuo benessere fisico e psicologico, e soddisfano il bisogno di riconoscimento, innato e naturale, che tutti abbiamo.

Certo Luigi secondo, che un breve saluto, un piccolo complimento, un incoraggiamento o una gentilezza in genere, fatti con una voce che possa potenziare al massimo questi riconoscimenti, è decisamente un buon modo per contribuire all’equilibrio psichico di un bambino ma anche quello di un adulto. Di conseguneza è utile a stabilire e rinforzare buone relazioni con gli altri. Per non parlare dell'effetto che i feedbak conseguneti che riceviamo, hanno sul nostro umore e non solo.

A volte un "buongiorno" un po' più allegro in "Voce Gialla" è già sufficiente per essere considerato una carezza che metta di buon umore. Oppure un aggettivo di complimento sincero in "Voce Verde" può essere un riconoscimento che aiuta chi lo riceve a sentirsi più sicuro di se. O ancora, un incoraggiamento o anche un appunto fatto in Voce Verde e Voce Blu, la prima per creare empatia e la seconda per dare sicurezza, possono essere decisivi per risolvere un momento di incertezza. E che dire di una parola di incitamento in Voce Rossa per dare spinta ad un'azione?

Luigi secondo, quando esci e incontri qualcuno ricordati delle carezze. Ognuno di noi può fare la sua parte, piccola o grande che sia.
 
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