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Voce, comunicazione e digitale

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04 Agosto 2022

Voce, comunicazione e digitale

Autore: Andrea Bordin
 
Come il digitale influenza la capacità relazionale di noi adulti e soprattutto dei nostri figli?
Tu come la vedi? Osservando il modo in cui "l'era digitale" è entrata e continuerà ad entrare nelle nostre vite, cosa senti? Quali sono le tue sensazioni?
 
Seguo poche e selezionate persone sui social e tra queste c'è Oscar Di Montigny. Lo trovo capace di ispirare la mia riflessione su vari temi e questo è uno stimolo molto utile oltre che piacevole, per la mia mente.
 
Qualche giorno fa Oscar ha riportato sul suo profilo Linkedin uno stralcio di una considerazione che fece nel lontano 2014 in un suo intervento al World Marketing Summit di Tokyo.
 
Ecco cosa disse:
 
"La vera rivoluzione non sarà quella digitale. Il digitale è solo un nuovo ambiente in cui manifestarci e operare, un nuovo linguaggio; come ne abbiamo sempre avuti lungo la storia della nostra specie e il suo percorso evolutivo. La vera rivoluzione non sarà neppure quella tecnologica, poiché anche le soluzioni tecnologiche le inventiamo e adottiamo da sempre (pensate al fuoco o alla ruota). La vera rivoluzione sarà l’evoluzione delle coscienze".
 
Dopo aver riportato questa affermazione risalente a ben 8 anni fa, Oscar prosegue con un quesito rivolto al suo pubblico:

"Secondo te si sta realizzando questa evoluzione delle coscienze?"

 
Come probabilmente già sai, da 25 anni mi interesso appassionatamente e professionalmente di comunicazione tra le persone e, negli ultimi 10 anni in modo più specifico il mio focus è nel paraverbale (la Voce).
 
L'arrivo del digitale nelle nostre vite, arrivo neanche tanto graduale soprattutto negli ultimi due anni, ha radicalmente modificato le modalità di interazione tra le persone dell'intero pianeta. Le ha modificate prima negli strumenti e immediatamente dopo, anche nel modo di esprimersi con gli altri.
 
Ecco perché non mi sono risparmiato nel rispondere al quesito di Oscar Di Montigny e visto che la mia risposta ha riscosso molto interesse, ho pensato che il tema "comunicazione digitale" possa essere interessante per molte più persone di quanto io immaginassi.
Da qui la mia decisione di condividere questa riflessione anche con la mia community di lettori del nostro blog.

Ecco la mia risposta ad Oscar Di Montigny:

"Caro Oscar credo tu avessi professato correttamente, in parte.
Dopo 8 anni mi sembra di scorgere il corso di un fenomeno di dualismo che mi preoccupa.

Da un lato noto una involuzione delle coscienze in tantissime persone che sembrano incapaci di decisioni proprie e si lasciano pilotare con facilità anche grazie a quella tecnologia che sostiene l’era digitale. Mi sembra che molti non abbiano la capacità o forse la volontà, di attivare il pensiero critico, condizione necessaria per far evolvere la nostra coscienza.

Dall’altro lato, noto molte persone che con grande voglia ma delicatezza, manifestano il bisogno di vivere una dimensione diversa. Sentono il bisogno di ricollegarsi ai valori primari, di riconnettersi alle radici dove davvero l’uomo è al centro, non per importanza o prepotenza ma per capacità di riportare anche attraverso la tecnologia, questo nostro mondo verso un equilibrio che chi è consapevole teme di aver perduto.

È questa forse l’elevazione della coscienza che auspicavi nel tuo speach del 2014.

Forse però anche questo dualismo è sempre esistito di fronte ai cambiamenti epocali.
Ora però il rischio è l’esasperazione di questa lontananza.
Ecco la sfida!"

 
Credo che la grande sfida alla quale siamo tutti chiamati a partecipare, sia evitare la lontananza tra masse di persone e tra le persone all'interno delle masse.
 
Certo servono nuove regole, regole diverse. Al contempo, credo che sia importante, anzi no, credo sia vitale implementare le nostre capacità relazionali e comunicative. Dobbiamo tutti, o quanti più possibile, impegnarci a renderle più solide. Più che mai ci spetta il compito di amplificare queste soft skills e sviluppare, allenandola, la nostra intelligenza emotiva.
 
Io credo sia urgente tutto ciò, per evitare che in men che non si dica, una grande opportunità come il digitale, possa trasformarsi in uno dei peggiori disastri dell'umanità: perdere la capacità come esseri sociali per eccellenza, di saper sostenere la socialità. A cominciare dai più piccoli.

Mi chiedo spesso cosa posso fare io per loro: i più piccoli. Intendo i nostri bambini e i nostri adolescenti. La ricerca e lo sviluppo legata a NeuroVoiceColors®, il metodo che ho sviluppato, è molto attiva in tal senso.
Nel frattempo però abbiamo attuato una campagna di sensibilizzazione a questo tema legato ai ragazzi.

Da qualche anno infatti, invitiamo le persone che si iscrivono al nostro corso Il Suono della Voce, a far partecipare gratuitamente anche i propri figli nella fascia di età dagli 11 ai 20 anni. Crediamo sia per loro un'esperienza molto utile e a giudicare dall'entusiasmo e dall'interesse che riscontriamo, sembra proprio che lo sia.

 
Mi piacerebbe davvero tanto che tu dedicassi qualche minuto per riflettere su questo tema così importante e urgente. Se hai il tempo per condividere questo articolo sui social (puoi usare i link qui sotto) e scrivermi due righe di commento, mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensi.

Andrea
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